jump to navigation

Mostra del Cinema di Venezia 2008, Agosto 31

Posted by Narelen in Chiacchiere.
Tags: , ,
add a comment

Stamattina, come al solito, ho dato una scorsa a ‘Il Gazzettino’, il quotidiano più diffuso qui dove vivo. In prima pagina mi ha colpita un trafiletto dove si parlava delle reazioni schifate del pubblico alla proiezione di un film horror brasiliano di un tale José Mojica Marins, regista e attore nel film in questione di cui non mi va nemmeno di riportare il titolo.

Da buona curiosona quale sono mi sono andata a leggere il breve articolo che approfondiva la vicenda. Pare che buona parte del pubblico sia uscito con il voltastomaco senza nemmeno finire di vedere il film, di una splatteria (massì, coniamo dei neologismi) insopportabile e gratuita, un lungometraggio senza quasi uno straccio di trama che pare fatto apposta per mostrare il peggio del peggio della violenza, cose che uno nemmeno sforzandosi si immaginerebbe mai. Uno sano di mente, almeno.

Ora, io non sono il tipo che strilla e si copre gli occhi se vede sangue o violenza anche di una certa pesantezza in un film, o in un fumetto, per citare un altro mezzo espressivo che adoro. Ma film simili proprio non riesco a capirli. Solo a leggere l’articolo nel giornale mi è venuta la nausea, figuriamoci. Non li definirei nemmeno splatter, perchè non si meritano un genere. Non continuo nelle critiche perchè potrei diventare offensiva paragonandoli a cose ben più gravi. Certo vi saranno estimatori del genere che troveranno il regista un genio, e un senso nella sagra degli orrori che propone, e a loro lascio volentieri guardarsi simili porcate. Questa è una delle rare eccezioni in cui parlo male di qualcosa senza averla vista, mi bastano le premesse, grazie tante, e questa tirata è contro tutto il filone di cui questo capolavoro è rappresentante. E non mi si venga a parlare di grottesco e di esagerazione teatrale, perchè non è davvero il caso.

Per contro, accanto all’articolo su questo film orribile c’era una notiziola flash dove si riportava che la modella Eva Riccobono, ospite alla Mostra, ha sfilato sul tappeto rosso con una parure del valore di 3 milioni di euro. No comment.

Non so quale delle due notizie mi abbia lasciato più sgomenta.

Star Wars Episodio II: l’attacco dei Cloni 2008, Agosto 29

Posted by Narelen in Film.
Tags: , ,
2 comments

Prosegue la maratona Star Wars, per riconsiderare l’intera saga e coglierne degli aspetti che sfuggono ad una prima visione.

Il secondo episodio introduce in un’atmosfera di tensione e sospetto, in un mondo in cui la guerra sta per insinuarsi nella Repubblica e divenire inevitabile. In questo contesto incontriamo un Anakin Skywalker decisamente cresciuto, e dotato di un’arroganza insopportabile. Il suo rapporto con Obi Wan è improntato all’affetto allievo – maestro, ma l’aspetto che prevale e che si fa strada pian piano nelle relazioni tra i due è quello del distacco, della pretesa da parte dell’uno (Anakin) di essere superiore all’altro, che lo invita continuamente alla prudenza e all’obbedienza forse per malcelata invidia, nell’ opinione piuttosto paranoica dell’allievo.

Il carattere del futuro Darth Vader è già delineato: il giovane Padawan non cerca in alcun modo di tenere a freno le proprie emozioni, negative o positive che siano. Legatissimo alla madre, non esita a compiere una strage, anche di innocenti, per vendicarne la morte. Nelle sue idee sulla politica si delinea la tendenza ad augurarsi che vi possa essere qualcuno che sappia cos’è giusto e che costringa la gente ad agire nel modo che ritiene opportuno, idee che suscitano l’ilarità della più saggia Padmé, la quale crede che il ragazzo stia semplicemente prendendo in giro la sua devozione per le idee della democrazia ad ogni costo, ben poco efficace nel frangente in cui si trovano a vivere.

La stessa scelta di vivere appieno il proprio amore per Padmé è un passo ulteriore verso il destino oscuro del protagonista: inizialmente la ragazza impone ad entrambi di non legarsi in quel modo, perchè una relazione simile distruggerebbe entrambi. Uno Jedi non deve provare attaccamento per qualcuno in particolare, ma provare una compassione ed un amore universali, che prescindono da molti degli aspetti egoistici di una relazione esclusiva.

Anakin, colpito dal dolore di aver perso la madre, si lascia travolgere dalla paura della morte delle persone care e dalla rabbia per la dipartita prematura o violenta delle stesse. Di qui il suo desiderio di divenire onnipotente, di raggiungere il potere estremo in grado di sconfiggere la morte. Di qui il suo pronunciare parole che un Jedi non dovrebbe nemmeno concepire, della cui gravità si rende conto lui stesso, dicendo di essersi comportato in modo indegno. Ma la sua autocritica non è tuttavia in grado di spingerlo a cambiare idea.

Rassegnato ad aspettarsi soltanto amicizia da Padmé, Anakin soffre in silenzio nel ricordo del bacio che ella gli ha concesso, pentendosi subito del suo gesto dettato da una debolezza momentanea. E’ solo di fronte ad una morte quasi certa che la giovane senatrice rivela al padawan quanto il suo amore sia ricambiato. Un gesto estremo, l’ultima parola che nelle sue intenzioni doveva dare l’addio alla vita, per morire senza rimpianti. E che invece porterà ad una nuova vita, con il matrimonio segreto e l’inizio di una vita vissuta nella menzogna, ovvero quello che entrambi i giovani desideravano evitare.

Parallela alla vicenda personale dei futuri genitori di Luke e Leia, si sviluppano le origini dell’inquietante esercito dei Cloni, inizialmente concepito come arma di difesa per la Repubblica. Durante la battaglia su Geonosis i Jedi riescono ad ottenere la vittoria grazie all’intervento di questo discusso esercito, che sembrava dover essere l’ultima soluzione, in caso di fallimento totale di ogni tentativo diplomatico. Proprio per questo la vittoria diviene amara, e l’utilizzo di questo grande dispiegamento di forza diviene un ulteriore crepa nella struttura della Repubblica, ora guidata dal Cancelliere Palpatine, al quale sono stati conferiti poteri speciali di decisione. Significativo il suo discorso di insediamento, quando gli vengono affidati pieni poteri sulla questione: io amo la democrazia, egli dice, io amo la Repubblica. Parole che si commentano da sole, visto il personaggio.

Personaggi caratterizzati benissimo: Obi Wan è una figura paterna, conscia dell’allontanamento progressivo di colui che ha istruito e improntato alla severità nel tentativo continuo di ricordare al suo allievo quali siano le regole della strada che ha scelto. Padmé rivela la sua fragilità, pur mantenendosi sempre forte ed indipendente non riesce a trattenere il sentimento per Anakin dentro di sè, pensando per una volta alla sua felicità e a quel che desidera, in una vita che ella dedica costantemente al dovere. Appare in questo episodio il cacciatore di taglie Jango Fett, modello originale per l’esercito dei cloni, figura cinica di avventuriero che tuttavia lascia un po’ sgomenti per la sua richiesta di poter tenere con sè, trattandolo come un figlio, un suo clone non modificato che cresca ed agisca in modo naturale, tale Boba Fett, che rincontreremo un bel po’ di anni dopo.

Nel consiglio dei Jedi spiccano senza dubbio il maestro Yoda, che appare sempre come l’incarnazione stessa della saggezza e dell’amorevolezza dell’essere Jedi, e Mace Windu, figura possente e più marziale, sebbene mai discinta dalla filosofia di cui deve farsi rappresentante.

Splendidi gli ambienti, così diversificati tra loro. Tra tutti sono indimenticabili il bellissimo pianeta Naboo, un vero e proprio paradiso, e il tempestoso Kamino, nel quale si muovono creature piene di una grazia aliena davvero incantevole. Suggestiva la prima visione dell’esercito dei cloni, un panorama imponente di uomini creati dalla tecnologia, una realtà triste ed inevitabile per la sempre più traballante Repubblica. Da sogno i costumi. Grandiosi i combattimenti, sia l’inseguimento di Jango Fett da parte di Obi Wan tra lo sciame di asteroidi, sia l’intervento dei Jedi nell’arena di Geonosis. Ma sicuramente il combattimento più atteso ed esaltante è quello tra il maestro Yoda e il conte Dooku, divenuto Darth Tyranus, altro personaggio che fa un’ apparizione breve ma piuttosto significativa, soprattutto grazie al carisma dell’attore che lo interpreta.

Un film sicuramente migliore del precedente, anche se non esente da qualche piccolo difetto: personalmente ho trovato troppo lunghi e un po’ superficiali l’inseguimento iniziale dell’assassina Zam Wesell, scena che sembrava semplicemente voler ribadire l’abilità come pilota di Anakin, e lo scontro nell’arena di Geonosis con le bestiacce. Ma si tratta di dettagli decisamente trascurabili.

Canzoni 2008, Agosto 28

Posted by Narelen in Musica, Vaneggi.
Tags: , ,
add a comment

Sono il tipo che se ne va sempre in giro con la musica nelle orecchie. Mi fa compagnia, non mi fa sentire la fatica o la noia di andare in un certo posto, in qualche modo sembra commentare la realtà intorno a me donandole una poesia che con i consueti rumori ambientali non avrebbe. Quando cammino da sola insieme alla musica, potrei continuare in eterno a fare un passo dopo l’altro, con l’illusione di essere all’inizio di un viaggio senza meta, nel quale quello che conta è semplicemente continuare a mettere un piede davanti all’altro, osservando quello che mi circonda.

Sarebbe impossibile anche nel caso della musica, come già per il libri, stabilire quale sia la mia canzone preferita: ce ne sono troppe, legate a luoghi, persone o momenti significativi. Tuttavia, ci sono due canzoni che da un po’ di tempo a questa parte amo particolarmente. Eccovele qui di seguito:

GHOST LOVE SCORE (Nightwish)

We used to swim the same moonlight waters
Oceans away from the wakeful day

- My fall will be for you -
My fall will be for you
My love will be in you
If you be the one to cut me
I`ll bleed forever

Scent of the sea before the waking of the world
Brings me to thee
Into the blue memory

- My fall will be for you -
My fall will be for you
My love will be in you
If you be the one to cut me
I will bleed forever

Into the blue memory

A siren from the deep came to me
Sang my name my longing
Still I write my songs about that dream of mine
Worth everything I may ever be

The Child will be born again
That siren carried him to me
First of them true loves
Singing on the shoulders of an angel
Without care for love n` loss

Bring me home or leave me be
My love in the dark heart of the night
I have lost the path before me
The one behind will lead me

Take me
Cure me
Kill me
Bring me home
Every way
Every day
Just another loop in the hangman`s noose

Take me, cure me, kill me, bring me home
Every way, every day
I keep on watching us sleep

Relive the old sin of Adam and Eve
Of you and me
Forgive the adoring beast

Redeem me into childhood
Show me myself without the shell
Like the advent of May
I`ll be there when you say
Time to never hold our love

- My fall will be for you -
My fall will be for you
My love will be in you
You were the one to cut me
So I`ll bleed forever

 

LOVE SONG FOR A VAMPIRE (Annie Lennox)

Come into these arms again
and lay your body down
The rhythm of this trembling heart
is beating like a drum
It beats for you it bleeds for you
it knows not how it sounds
For it is the drum of drums
it is the song of songs

Once I had the rarest rose
that ever deemed to bloom
Cruel winter chilled the bud
and stole my flower too soon
Oh loneliness Oh hopelessness
to search the ends of time
For there is in all the world
no greater love than mine.

Love o love o …. still falls the rain
Love o love o …. still falls the night
Love o love o …. damned forever

Let me be the only one
to keep you from the cold
Now the floor of heaven is laid
the stars are bright as gold
They shine for you they shine for you
they burn for all to see
Come into these arms again
and set this spirit free

 

Star Wars Episodio I: la Minaccia Fantasma 2008, Agosto 26

Posted by Narelen in Film.
Tags: , ,
add a comment

Visto che tra non molto inizierò a fare da master per il gioco di ruolo di Star Wars, ho cominciato a fare la ‘maratona’ dei sei film che compongono la saga, in attesa che esca anche il film di animazione a settembre. Ieri pomeriggio ho cominciato con il primo film in ordine cronologico La Minaccia Fantasma.

Piccola premessa sul mondo di Star Wars, anche se è talmente conosciuto da poter sembrare inutile spiegare di cosa si tratti. Infatti non parlerò di cosa sia l’universo di Star Wars, ma di come io lo vedo. Per me è semplicemente la meraviglia, nel senso più romantico del termine: avventura, mondi misteriosi e fantastici, creature di tutti i tipi partorite dalla più fervida fantasia, duelli nello spazio, splendide astronavi, città soffocanti dalle architetture oppressive e mondi immersi in scenari naturali mozzafiato, eroismo, ironia, tragedia…c’è tutto quello che si può chiedere, tutto quello che l’immaginazione può osare. Chiusa la parentesi, torniamo al primo film.

Lo ricordavo peggio. So che La Minaccia Fantasma viene spesso considerato il film peggiore della saga, e che alcuni fans di vecchia data quasi si rifiutano di ammettere che esista, ma riguardandolo non l’ho trovato poi così terribile. Persino il personaggio di Jar Jar Binks, che all’epoca dell’uscita del film mi aveva dato parecchio fastidio, mi è sembrato avere i suoi lati buoni (pochi, ma pur sempre presenti). Una riscoperta piacevole è stata Padmé, che ricordavo come insopportabile ed invece è un personaggio molto bello, così giovane eppure profondamente saggia ed attenta, piena di iniziativa e caratterizzata dalla nobiltà in tutti i suoi sensi. E’ una ragazza che vuole capire, che non si chiude nel suo mondo dorato ma partecipa attivamente alle questioni che riguardano il suo popolo e coloro che vengono coinvolti nei suoi problemi. Non delega nulla, ma valuta e reagisce con discernimento.

Durante la prima visione ero rimasta colpita soprattutto da Qui Gon Jinn, sicuramente il più carismatico, uno Jedi piuttosto anticonvenzionale visti gli evidenti attriti con il Consiglio dei Jedi che appare in questo episodio per valutare l’opportunità o meno di accogliere il piccolo Anakin Skywalker tra le loro fila. Ora mi è apparso pur sempre affascinante, ma non così saggio e perfetto. Lui stesso sostiene che Obi Wan Kenobi, il suo giovane allievo, sia più saggio di lui. Ed Obi Wan è davvero un personaggio pacato, prudente e un po’ diffidente. Si affida al suo maestro, com’è naturale, ma non ne condivide tutte le idee, pur rispettando la sua volontà prendendo come allievo Anakin. Mi è quasi sembrato che Obi Wan temesse il bambino, avendo forse un sentore di quello che potrebbe diventare, se un potenziale simile dovesse imboccare una strada sbagliata. Credo che se fosse stato lui a scoprirlo in quell’ officina di Tatooine, l’avrebbe lasciato lì dov’era, insieme alla madre, preferendo il dubbio di aver lasciato nell’anonimato il Prescelto piuttosto che correre il rischio di aver dato la possibilità a un grande male di agire.  

Ed è proprio la vicenda di Anakin il punto centrale del film: schiavo insieme alla madre, una donna molto dolce che nella mia opinione ha molti punti in comune con Padmé per aspetto e per carattere, dimostra un potenziale incredibile, confermato dalla presenza di un numero esagerato di midi-clori nel suo sangue e dalle sue molteplici capacità come meccanico e come pilota. La cosa più strana è comunque l’assenza di un padre biologico, fatto che spinge a far credere a Qui Gon Jinn che il bambino sia nato semplicemente per volontà della Forza, quasi una sua emanazione. Per questo il maestro Jedi si convince che il ragazzino sia il Prescelto, colui che porterà equilibrio nella Forza. E farà di tutto per dargli la possibilità di divenire un Cavaliere Jedi, riuscendo nell’intento anche se non realizzandolo in prima persona, affidando in punto di morte l’incarico dell’istruzione di Anakin ad un riluttante Obi Wan Kenobi.

In questo film ci sono le premesse a quello che accadrà: è strano sapere già come andrà a finire il tutto, e quindi assistere all’inevitabile. Rendersi conto che Yoda aveva ragione, rifiutando inizialmente il giovane Anakin per via della profonda paura che sente dentro il suo cuore. Notare come l’ammirazione che un bambino può provare per una ragazza più grande possa diventare in seguito un sentimento d’amore, e che parole scambiate per quello che sembra affetto momentaneo creato dall’aver affrontato insieme una situazione difficile possano invece essere profetiche. E’ bello scoprire le origini di alcuni personaggi che diveranno vere e proprie icone della saga, come R2-D2 e C-3PO.

Molto emblematico il duello tra Qui Gon Jinn e Darth Maul, lo zabrak dal volto sinistramente tatuato secondo la tradizione Sith (e che possiede forse la spada laser più bella della saga). Separati da una parete di energia che li costringe ad una stasi nel duello, i due reagiscono all’attesa in modi differenti, che dimostrano quali siano le più profonde differenze tra Sith e Jedi: Darth Maul cammina rabbiosamente avanti ed indietro, impaziente, seccato, pronto a scattare con la sua carica d’odio. Qui Gon Jinn siede a meditare, assorto e sereno, ma vigile. Il Lato Oscuro dominato dalle passioni e il Lato Chiaro che cerca serenità ed armonia in tutte le cose. Differenza affascinante e rappresentata in questa scena in modo semplice ma efficace.

Ben costruito anche il personaggio del Capitano Panaka, l’incarnazione stessa del soldato devoto, pratico e sempre presente. Sicuramente suggestivo e d’impatto soprattutto visivo l’allievo di Darth Sidious, Darth Maul, anche se pronuncia più o meno tre frasi in tutto il film. Palpatine è inquietante, e non solo perchè si sa cosa provocherà. Sprizza macchinazioni e corruzione da tutti i pori.

Nel complesso un film godibile, anche se si dilunga un po’ troppo in parti come la corsa dei podracers, o sgusci che dir si voglia, (era proprio necessario farci vedere tutti e tre i giri?) o l’inseguimento dei mostri marini nelle paludi di Naboo (che mi ha ricordato un po’ La spada nella roccia della Walt Disney, quando Mago Merlino e Semola sono inseguiti dal pesce gatto nel fossato del castello…). E il personaggio di Anakin continuo a trovarlo un po’ irritante. Non che nei film successivi divenga più simpatico, e forse non deve nemmeno essere un personaggio che si conquisti le simpatie del pubblico, vista l’ambiguità che lo caratterizza.

Adoro la rappresentazione delle città e dei pianeti, Coruscant e Naboo su tutte, per quanto riguarda questo film. E le astronavi, sempre splendide. E i commenti musicali, con un accenno quasi impercettibile della marcia imperiale quando vengono esposti i dubbi sull’idoneità di Anakin a divenire uno Jedi.

Film nel complesso carino, il punto di partenza alla saga che tutti conosciamo, per capire come tutto sia accaduto.

Il Libro della Vita 2008, Agosto 25

Posted by Narelen in Cultura.
Tags: ,
1 comment so far

Domanda piuttosto difficile, ma che qualche volta viene posta, soprattutto alla televisione, in quelle rarissime volte in cui si parla di cultura e si nominano libri che non sono l’ennesima oscenità prodotta dal vip di turno (e che spesso non ha scritto nemmeno il personaggio famoso in questione, figuriamoci se ne avrebbe il tempo).

 

Qual è per te il libro della vita?

 

Innanzitutto, bisognerebbe stabilire cosa si intenda per libro della vita. Un romanzo può avermi cambiato la vita, ma non essere necessariamente il mio libro preferito. Può avermi colpito, avermi fatto riflettere, indignato, schifato, ed in questo caso aver cambiato la mia prospettiva su certi aspetti della realtà. E non è detto che per questo io lo ritenga il mio libro preferito. Posso ritenerlo un’opera fondamentale per la mia formazione, ma non collocarlo nell’Olimpo dei miei libri preferiti.

 

Poi ci potrebbe essere il libro che ho amato di più perché è giunto al momento giusto, parlandomi come nessuno avrebbe mai saputo fare in certe circostanze, fornendomi una guida e un supporto senza i quali sarebbe stato molto più arduo superare un momento difficile. Un libro che è stato in grado di spiegarmi come mi sentissi in un certo periodo della vita, illuminandomi e fornendo delle risposte alle domande che forse nemmeno mi rendevo conto di dovermi porre.

 

C’è poi il libro che nel complesso non si ritiene un granché, finchè non si incontra una frase, durante la narrazione, che lascia di sasso per bellezza e profondità. Il problema è che magari è l’unica frase o parte del libro a possedere tale bellezza, e che quindi non si riesca a considerare l’intero libro un ottimo libro, perché per il resto non è riuscito a trasmettere poi molto. Eppure, rimane impresso indelebilmente per quella frase o quella parte così incredibile.

 

Infine, il libro preferito, ovvero quello che rileggo sempre volentieri, che ogni volta che mi capita per le mani non riesco a mettere giù, che mi ha appassionato, divertito e incantato per stile di scrittura e tematiche trattate, anche se non si tratta di un capolavoro ma semplicemente della lettura che ritengo più piacevole in assoluto.

 

Certo, è molto più facile che questi aspetti coincidano con un unico libro, ma credo che nonostante tutto queste sottili differenze restino. Ed è per questo forse che si è così incerti nel nominare un romanzo che sia il nostro preferito sotto ogni punto di vista. E’ necessario sempre del tempo per riflettere, prima di rispondere a colpo sicuro. Perché ogni libro che si legge dona qualcosa, e non si vorrebbe dimenticare nessuno di quelli che ci hanno regalato delle ore splendide.

 

Detto questo, io devo ancora decidere quale sia il mio libro della vita. Nominandone un po’ in ordine sparso, senza stare a distinguere a quale delle categorie sovracitate appartengano, direi Tsugumi e Lucertola, di Banana Yoshimoto; Fenicotteri in Orbita di Philip Ridley; Ulisse di James Joyce; Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley; L’ultima lacrima, Il bar sotto il mare e Bar Sport Duemila di Stefano Benni; Cime Tempestose di Emily Brontë; Jane Eyre di Charlotte Brontë; Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien; la saga di Terramare di Ursula K. Le Guin. Ma sono certa che meriterebbero di entrare nella lista molti altri romanzi. Il fatto che questi mi siano venuti in mente subito parlando di libri della vita sottolinea come essi siano importanti per me.

 

E voi? Siete già riusciti a capire quale sia il vostro libro della vita?

 

Genova e musei da scoprire 2008, Agosto 23

Posted by Narelen in Viaggi.
Tags: , , , ,
add a comment

Sono appena tornata dalle vacanze, durante le quali ho trascorso una giornata a Genova, con l’intenzione di fare un giro per la città e di visitare nuovamente l’Acquario e il Museo d’arte orientale Edoardo Chiossone, luogo che mi è molto caro data la splendida impressione che mi fece qualche anno fa quando lo visitai per la prima volta insieme al mio ragazzo.

Il museo si trova in una villa costruita interamente in legno, tale Villetta Di Negro, collocata in una cornice davvero suggestiva, un parco adagiato in una collina dalla quale si gode di una splendida vista di Genova. Ci sono alcuni angoli nei quali sembra di essere a Granburrone, viste le costruzioni che spuntano qui e lì tra gli alberi. E’ un posto bellissimo anche solo per fare una passeggiata ed immaginare di essere in un altro mondo, lontano dal caos della città.

Il panorama della città dal belvedere davanti al museo

Il panorama della città dal belvedere davanti al museo

Il museo, che ospita la collezione di Edoardo Chiossone, si snoda all’interno della villetta con un percorso molto particolare: non appena si entra vi sono delle opere di statuaria buddhista che sembrano quasi voler accogliere il visitatore con i loro volti sereni e perfetti: in particolare amo una Kwannon dall’espressione dolcissima e senza tempo che anche questa volta mi sono fermata a contemplare, quasi avessi ritrovato dopo tre anni un volto conosciuto. Quindi si iniziano a salire le scale di legno che portano fino all’ultimo piano. Sentirle scricchiolare sotto i piedi, mentre tutto intorno scorrono sotto gli occhi oggetti di uso quotidiano e non della cultura giapponese mette in uno stato d’animo strano, come se ci si trovasse sospesi in uno spazio separato, ad ammirare la bellezza di certi oggetti e nello stesso tempo a riflettere sulla storia alle loro spalle, al carico di memoria che essi portano con sè, testimoni muti di una cultura ed una civiltà così lontana e diversa dalla nostra eppure così facile da amare.

Nella mia opinione, i pezzi migliore del museo sono le armature dei samurai e i netsuke. Le prime sono davvero uno splendido colpo d’occhio, sembrano ancora vigilare dalle loro vetrine come se i loro antichi padroni dovessero ritrovarsi al loro interno da un momento all’altro. E’ bello cercare di immaginare quali volti di samurai potessero celarsi sotto quegli elmi e quelle maschere dalle sembianze feroci. Il fatto che siano esposte in posizione eretta, anche se non è del tutto l’ideale per l’oggetto in sè, rende la suggestione ancora più forte. Restando in tema di armature, al piano terra si trova anche una grande vetrina con kabuto di tutte le forme. Mancano invece le katana.

Ci sono poi i netsuke. La cura dei particolari, lo spirito di osservazione della natura e l’ironia che alcuni di essi dimostrano è stupefacente. Sono oggetti a mio parere attualissimi, anche se si tratta di vere e proprie opere d’arte e non dei plasticosi pendagli per cellulari odierni.

Devo dire che, rispetto a tre anni fa, ho trovato l’intero contesto un po’ abbandonato: nel museo non c’era nessuno, nel parco, anch’esso deserto, c’erano dei lavori, e la cascata artificiale che risuonava per tutta la collina era secca, forse per via dei lavori in corso. Certo, era il 12 di agosto, ma anche tre anni fa ho visitato il luogo in agosto e di movimento ce n’era. E’ un peccato, perchè il museo merita davvero una visita. Spero che nel resto dell’anno ci sia più gente.

In compenso, davanti all’Acquario c’era una coda impressionante, per cui io e Francesco abbiamo rinunciato alla visita. Peccato per la Biosfera, avrei voluto vedere se riuscivo ad incontrare la tartaruga Mata Mata…

Genova è come sempre molto pittoresca, con certi angoli che sembrano essersi fermati nel tempo. E’ decisamente caotica e complicata da girare per chi non ci abita, ma ne vale la pena, ed anche perdersi nei suoi vicoletti ha il suo fascino. E’ una città in cui si respira storia ad ogni angolo, e che vorrei conoscere meglio, visto che credo abbia davvero molto da offrire. Bisognerebbe avere il tempo necessario a disposizione per viverla al meglio. Consiglio a tutti di visitarla almeno una volta nella vita, perché si tratta di una di quelle città in cui è vivissima l’impressione di star camminando in uno dei tasselli fondamentali della storia e della cultura italiana.

Il monumento appena fuori dalla stazione di Porta Principe

Il monumento appena fuori dalla stazione di Porta Principe

Olimpiadi e vacanze 2008, Agosto 8

Posted by Narelen in Chiacchiere.
Tags: , ,
1 comment so far

Oggi ho guardato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Davvero notevoli le coreografie della prima metà della manifestazione, con la rappresentazione della storia della Cina, ovviamente suddivisa nei suoi temi principali. Bellissimi i fuochi d’artificio e perfetti i figuranti. Il momento che mi è rimasto più impresso è stato tuttavia l’originale conto alla rovescia e lo spettacolo con i tamburi proprio all’inizio della rappresentazione.

Mi è piaciuto anche il sorriso pieno di entusiasmo di Antonio Rossi, mentre portava la bandiera davanti alla delegazione italiana. Sarà perchè ho fatto per tre anni canoa kayak agonistica (molti anni fa ormai…adesso sono una pigra patentata) o perchè mi è capitato di vederlo dal vivo, sarà perchè lui rappresenta un mondo di cui anche mio padre ha fatto parte, ma l’ho sempre apprezzato come persona e come atleta, e sono stata contenta che gli sia stato affidato l’incarico di portare la bandiera durante la sfilata. Spero che i nostri atleti facciano un ottimo lavoro in queste Olimpiadi e che questa manifestazione, per eccellenza simbolo di pace, della sana competizione e della bellezza delle differenze nel mondo, possa recare un vento di cambiamento.  

Con questo mi congedo per un po’, sarò via per una decina di giorni. Buone vacanze a tutti e a risentirci.

      Lascio il mio pc in buone mani (metaforicamente). Che ci sia da fidarsi?

Per non dimenticare 2008, Agosto 6

Posted by Narelen in Storia.
Tags: , , ,
add a comment

6 agosto 1945. Alle 8.16 di mattina il B-29 statunitense Enola Gay  sgancia una bomba atomica sulla città di Hiroshima, in Giappone.

La storia non andrebbe mai dimenticata, perchè ha molto da insegnare, finchè l’uomo si dimostra incapace di imparare una volta per tutte il valore universale della pace.

Per saperne di più, ecco una breve storia dei bombardamenti atomici in Giappone.

Star Trek: the Next Generation 2008, Agosto 5

Posted by Narelen in Serie televisive.
Tags: , ,
2 comments

Non ero affatto interessata a Star Trek. L’avevo sempre considerata una serie televisiva un po’ retrò, statica, con un’idea di fantascienza che non mi attirava, visto che solitamente apprezzo la versione più cupa del genere, non necessariamente distopica, ma una fantascienza simile a quella che si vede in Pitch Black e The Chronicles of Riddick.

 

La mia opinione è cambiata dopo essermi lasciata convincere a vedere qualche puntata di Star Trek: The Next Generation. Si viene introdotti con garbo in questa gigantesca astronave, l’Enterprise, nella quale vivono migliaia di persone, come se si trattasse di una città che naviga nello spazio. Scopo del suo vagare è scoprire nuove forme di vita e nuove civiltà, ed arrivare là, dove nessuno è mai giunto prima, come recita la presentazione narrata ad inizio di ogni puntata dal Capitano Jean Luc Picard. Missione che potrebbe risultare banale, essendo semplicemente l’ennesima versione di uno dei più antichi desideri dell’uomo, ma che nella serie viene presentata in tutti i suoi significati più profondi.

 

Le vicende sono alterne, anche se protagonisti assoluti sono sempre gli ufficiali di più alto grado che guidano l’Enterprise dalla plancia. La serie televisiva è molto lunga, ben sette stagioni. Attualmente sono arrivata a vedere circa metà della quinta. La qualità delle puntate è alterna (particolarmente brutte sono le puntate che vedono Patrick Stewart alla regia…decisamente è ottimo come attore ma non come regista) con una particolare mediocrità che si riscontra nella terza stagione, dovuta allora ai problemi causati dallo sciopero degli sceneggiatori (memorabile l’ultima puntata della terza stagione, un orribile collage di spezzoni di altre puntate).

 

Ogni personaggio acquista importanza e spessore mano a mano che si avanza nella serie: nonostante si possa intuire l’animo di ognuno dal suo modo di comportarsi, molte puntate si incentrano su questo o quel personaggio, facendo scoprire gli aspetti più intimisti e la storia che lo rendono unico: in questo senso, i personaggi che preferisco sono senza ombra di dubbio il Capitano Picard e il tenente Worf, anche se è difficile non amare tutti gli altri coprotagonisti. Ci si commuove per i continui tentativi di Data di scoprire in cosa consista l’umanità, si sorride per le continue avventure galanti del primo ufficiale William Riker, si resta colpiti dalla dolcezza di Deanna Troy e dalla forza della dottoressa Crusher e si ammira la tenacia e la simpatia di Geordi La Forge. Davvero ognuno è caratterizzato in modo magistrale.

 

In realtà non vi è un protagonista principale, anche se Picard si pone sicuramente come il più carismatico. Protagonista è l’idea che sta alla base della serie, quella del viaggio, della scoperta, della fiducia nel progresso e nella comprensione reciproca, a prescindere da cultura e razza. Ognuno in questo futuro conserva i caratteri delle sue origini, eppure vive in questo contesto dove le differenze non hanno peso e non pregiudicano nulla. Esse sono una questione personale, rendono una persona quello che è nel suo intimo, ma non interferiscono con la convivenza pacifica e ragionevole.

 

La scoperta non comporta l’annessione automatica di una civiltà in nome di una brama di potere che sembra non inquinare la mentalità di questi nostri pronipoti. Si osserva, senza inteferire, finchè non si considera un mondo pronto per conoscere, per aprire gli occhi alla vastità dell’universo e ai vantaggi della pace universale. Ma prima di conoscere è spesso necessario passare per il difficile percorso dell’errore e della sofferenza, come in ogni maturazione che si rispetti.

 

Una pace universale che si pone come ideale magnifico e che purtroppo non è del tutto raggiunta: continuano ad esservi scontri e provocazioni continue tra le diverse razze, e le minacce non mancano, prima fra tutte quella dei Borg, creature del tutto prive di qualsiasi senso di pietà, mosse unicamente dall’intento di assimilare al loro sistema simil-alveare tutte le forme di vita intelligente con cui vengono in contatto.

 

L’Enterprise è simbolo di un futuro che sarebbe magnifico, anche se considerando la storia che sta alle spalle di Star Trek nel suo complesso a noi contemporanei finora è andata decisamente meglio rispetto a quanto aveva immaginato lo sceneggiatore.

 

Certo, a vederla oggi, questa serie potrebbe far sorridere visti gli effetti speciali certo non perfetti come quelli di cui disponiamo oggi: eppure, le navi sono splendide, gli interni dell’Enterprise hanno un’aria futuristica ma funzionale, le divise dei protagonisti hanno un design che potrebbe adattarsi a qualsiasi tempo che potremmo immaginare come ‘futuro’.

 

Le musiche sono bellissime, un commento intelligente e suggestivo all’atmosfera.

 

Parlare delle tematiche che vengono affrontate nel corso delle puntate sarebbe davvero un lavoro troppo lungo, senza contare che per me questa serie è ancora in corso di visione. Diciamo che vi sono ben pochi aspetti della realtà che essa non tratta, sempre in modo attento e mai banale.

Che il teatro in cui si svolgono questi drammi sia l’Enterprise oppure un pianeta in cui i personaggi si trovano a scendere e ad agire, l’attenzione viene sempre focalizzata sul tema portante dell’episodio, che solitamente porta con sé la necessità di una decisione che mette in crisi uno dei personaggi o un intero sistema di regole, siano esse quelle di una civiltà o un codice di comportamento personale. Uno schema narrativo che potrebbe sembrare ripetitivo, ma che viene svolto quasi sempre in modo eccellente.

 

Non mancano le puntate di pura azione, che rivelano l’altra faccia della medaglia del mondo di Star Trek: la pace è ben lungi dall’essere universale, e qualche volta è necessario compiere ancora delle scelte di violenza per mantenerla. Scelte che sembrano segnare una palese sconfitta morale ed etica, quando vengono prese. Picard è prima di tutto un incredibile negoziatore e diplomatico, e fa ricorso sempre e comunque a queste sue capacità prima di agire altrimenti.

 

Vi sono puntate improntate sull’umorismo, soprattutto quelle in cui compare il personaggio di Q, costantemente deciso a mettere alla prova Picard e il suo equipaggio combinandogliene di tutti i colori. Degli intermezzi che danno la piacevole sensazione di ritrovare un vecchio amico un po’ rompiscatole ma sempre pieno di sorprese.

 

I lati negativi della serie: forse una certa staticità nella maggior parte delle puntate e una ripetitività di fondo dello schema narrativo. Dei personaggi poco convincenti e quasi fastidiosi come Wesley Crusher. Delle puntate in cui la sceneggiatura sembra essere inesistente. La particolare bruttezza di alcune navette palesemente ‘false’ dal punto di vista visivo. Ma sono tutti aspetti trascurabili considerando la qualità che riesce a mantenere nel suo complesso una serie così lunga, e che offre delle puntate che sono delle vere e proprie perle dal punto di vista della storia, delle tematiche trattate e della recitazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Cara frutta… 2008, Agosto 4

Posted by Narelen in Vaneggi.
Tags: , ,
2 comments

Stamattina sono uscita per andare a comprare due cosette: del prosciutto crudo e un melone da mangiare in giornata. Incerta se dirigermi al supermercato vicino casa o se optare per i banchetti dell’ortofrutta in piazza, mi sono detta ‘Massì, ogni tanto riscopriamo la bellezza di andare a comprare le cose nei banchi, una per una, spostandosi tra un banco e l’altro e avendo a che fare a tu per tu con il venditore, come una volta, senza immergersi come al solito nei supermercati per la semplice comodità di avere tutto nello stesso luogo’.

Ho pagato un melone (uno, sottolineo) 2 euro e 50. Shock. Ovviamente, dato il mio carattere, non ho battuto ciglio.  Il prezzo al kilo era esposto, ma non ci avevo fatto caso più di tanto. Così me ne sono tornata a casa un po’ depressa con il mio meloncino costosissimo, pensando che con quella cifra avrei potuto comprarne quasi una cassa intera, di meloni.

Spero almeno che sia buono, ci mancherebbe che mi abbiano anche rifilato un melone che non sa di niente. Deve essere buono. Grrr.

A questo punto, mi viene da pensare che è naturale che si scelga il supermercato, se altrove si viaggia su dei prezzi del genere. Capisco anche che queste piccole realtà debbano sopravvivere e quindi siano costrette a tenere dei prezzi meno convenienti rispetto alla grande distribuzione, che il sistema che c’è dietro a quest’ultima sia a volte criticabile e che non andrebbe incoraggiato, che si dovrebbe tornare alle origini e tante altre considerazioni del genere.

E meno male che nei tg si sente spesso dire che la gente per risparmiare torna a comprare nei negozietti o al mercato. O sono stata una fessa io, a beccare l’unico banco con la frutta costosa, o l’assioma che viene proposto non è poi così fondato.

Resta il fatto che andrò a comprarmi i meloni in offerta al supermercato, d’ora in poi.

      

Bello, vero? Meglio per lui se è anche buono…