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Buon Natale 2008, Dicembre 24

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Tanti auguri di buon Natale a tutti…vi auguro di passare una giornata serena.

Ho ricevuto tanti bei regali, che mi hanno lasciata davvero stupefatta (grazie ancora a tutti ^_^)

Quello che indosso qui sotto é il regalo di Francesco, il mio Amore :)

Regalo di Natale

Storie di pirati 2008, Dicembre 22

Posted by Narelen in Cultura.
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Ho appena finito un romanzo di Evangelisti, Tortuga. Bello, anche se un po’ sconvolgente nel finale. Nel leggerlo mi sono tornati in mente quegli anni, mentre frequentavo le scuole medie, in cui era appassionata di storie di pirati. In particolare amavo il Corsaro Nero, di Salgari. Lo trovavo un personaggio bellissimo, anche se sin troppo malinconico e cupo (beh, altrimenti che Corsaro Nero sarebbe stato?).

Il libro di Evangelisti spazza via qualsiasi idea romantica uno possa essersi fatto sui pirati. Fa tornare bruscamente alla realtà di quello che deve essere stato quel periodo storico. Ci si sente indignati per l’efferatezza dei Fratelli della Costa, eppure si è spinti a riflettere sulle loro motivazioni principali. Quali sono? Che non hanno motivazioni, non nascondono la violenza insita in ogni essere umano dietro ideologie religiose o politiche. Uccidi, arraffa, spendi tutto nel minor tempo possibile perché in un istante potresti non esserci più. Un romanzo che tende a dimostrare la bassezza senza preoccuparsi di dargli una motivazione. Crudo e realistico. Ma che fa tremendamente riflettere, offrendo diversi punti di vista. Il finale è stato sconvolgente ma mi ha soddisfatta. Non ho potuto far altro che pensare che alla fin fine sia stato giusto così.

Penso al boom che hanno avuto le storie di pirati negli ultimi anni, grazie alla trilogia dei Pirati dei Caraibi (e grazie alla bravura di Johnny Depp, oserei dire). Quando uscì il primo film, per me, fu come quando uscì la Compagnia dell’Anello per un appassionato di Tolkien. Qualcosa che aspettavo da anni ma che fino ad allora aveva avuto trasposizioni che non soddisfavano le aspettative. Delle meravigliose avventure di pirati.

Il mare, mostri, isole tetre, relitti, sbronze, canzonacce, pappagalli, bandane, e tutto quello che è legato all’immaginario piratesco in genere. Ora spero che con questo bel romanzo di Evangelisti, per quanto sia lontano dalla versione edulcorata che va tanto in questi ultimi anni, si inauguri un ciclo che riporti in auge un certo tipo di letteratura alla Salgari. Signore e signori, l’avventura pura! Forse se ne sente un po’ la mancanza…

Eh vabbé… 2008, Dicembre 21

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…mi sono iscritta anch’io a Facebook, anche se penso lo userò pochissimo. D’altra parte, non posso giudicare male una cosa del genere se non l’ho provata e non vedo come funziona.

Cos’avevo detto? ‘Non mi avrete?’

No comment :P

Ultimatum alla Terra 2008, Dicembre 18

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Sto ancora cercando di farmi un’opinione precisa su questo film. Non l’ho trovato brutto, ma non è stato nemmeno esaltante. C’è una certa carenza di film esaltanti, ultimamente, come ho fatto notare a mio fratello quando siamo tornati dal cinema.

“Ultimatum alla terra”, come saprete, è l’ennesimo remake di un film di qualche anno fa: nel caso, di The Day the Earth stood still, del 1951. Piccola considerazione che non c’entra molto con il resto:  il titolo originale (che è anche quello del remake) è splendido e sarebbe stato bello mantenerlo in qualche modo. Altra precisazione: non ho visto il film originario, né letto il racconto di Harry Bates da cui è tratto. Quindi il mio giudizio si basa semplicemente su questo remake contemporaneo, che sono andata a vedere come opera a sé stante.

Piccolo riassunto della trama (occhio agli spoiler, come al solito). L’alieno Klaatu esce da una sfera iridescente che atterra a Central Park, accompagnato da un inquietante automa in grado di friggere tutto stile Ciclope degli X-Men se minacciato. Egli ha la missione di un emissario di pace, per constatare se gli esseri umani siano disposti al cambiamento. Viene accolto da una fucilata e imprigionato perché creduto una minaccia. Incavolato nero, decide che non c’è possibilità di dialogo con questa razza che non sta facendo altro che distruggere un pianeta che di lei nemmeno ha bisogno. Comincia così la procedura di salvataggio delle altre specie animali, mentre una sorta di sciame di cavallette in cui si è trasformato l’automa, ribattezzato Gort dagli scienziati,  comincia a distruggere tutto quello che trova nel suo cammino. Klaatu cambierà idea sulla razza umana grazie ad Helen Benson, una scienziata rimasta vedova e che si é trovata ad allevare da sola il figlio del marito. Sarà proprio la visione dei sentimenti che gli esseri umani riescono a provare a convincere l’alieno a dare un’altra possibilità alla nostra specie. Quindi prende e se ne va (con mia grande perplessità per un finale così drastico).

Il film è gradevole, anche se nella sua seconda parte (la fuga di Helen insieme al figlio e a Klaatu e i suoi tentativi di fargli cambiare idea) rallenta decisamente il ritmo. I temi portanti della trama sono importanti, cose su cui mi capita spesso di riflettere. Come vedrebbero la nostra specie degli osservatori esterni? Forse come i parassiti più dannosi per un pianeta che andrebbe tranquillamente avanti anche senza di noi. E cosa diviene tutta una storia, una civiltà dalle sfaccettature infinite, davanti ad un giudizio oggettivo di un’altra civiltà superiore che la vede come negativa per la salute di un intero pianeta che ospita una varietà enorme di altre specie sottomesse e scarsamente considerate da questa razza prepotente e distruttiva? Dove va a finire la convinzione di essere le creature più importanti e che meritano tutti i diritti all’esistenza in virtù della predominanza?

Klaatu vorrebbe parlare all’Onu, ma non glielo permettono. Nel dialogo con il Segretario alla Difesa americano egli dimostra la saggezza di un vecchio che deve cercare di spiegare un’ovvietà ad un bambino. La Terra non è il “nostro” pianeta, e lei non rappresenta tutta l’umanità. Ad Helen rivela di essere giunto per salvare la Terra, non gli esseri umani. La decisione di non concedere altro tempo all’umanità giunge quando Klaatu si ritrova con un osservatore che vive tra noi da settant’anni. Questi ammette che gli uomini non sono cambiati per nulla, che sono distruttivi e non sembrano dimostrare alcuna volontà di redimersi. Eppure, vuole restare con loro, e morire con loro, perché prova dell’affetto per quella vita che ha trascorso in una civiltà che inizialmente non capiva e lo disgustava.

Helen tenta di convincerlo, portandolo a parlare con “le persone giuste”. Nel caso si tratta di un anziano premio Nobel, che rappresenta tutte le qualità positive dell’umanità: l’amore per la conoscenza, l’apertura mentale, la voglia di confrontarsi e di costruire, di progredire continuamente. Egli chiede a Klaatu di concedere un’altra possibilità, perché é proprio nei momenti di crisi massima che una specie dimostra di poter cambiare in meglio per sopravvivere, così come ha fatto la specie di Klaatu. Lo scienziato infine non può far altro che consigliare a Helen di far cambiare idea all’alieno con il cuore, non con la ragione.

E saranno proprio le manifestazioni dei sentimenti più radicati nell’animo umano a commuovere l’emissario: il dolore di un bambino per la perdita del padre, la comprensione che giunge improvvisa tra due creature che sino a quel momento non sono riuscite a condividere un dolore comune, l’amore disinteressato di una madre per il figlio, che pone la vita di quest’ultimo sopra ogni cosa.

I messaggi di questo film sono molti e forti, ma la storia fa riflettere soprattutto dopo che si é usciti dalla sala, in quanto esprime delle problematiche con cui siamo abbastanza abituati a fare i conti.

Le pecche: ritmo troppo lento in alcune parti, qualche scena che lascia perplessi anche se non del tutto incoerente, e una sensazione di una certa freddezza di fondo. Keanu Reeves riesce proprio bene ad interpretare l’alieno che considera  la nostra razza  applicando la sua logica di osservatore esterno (non ha mai cambiato espressione per tutto il film…ma in questo caso non è un male), mentre Jennifer Connelly interpreta un personaggio forte ed incantevole.

In definitiva, film carino ma non così coinvolgente, che si fa forte delle tematiche importanti che presenta ma non riesce a trasmetterle con efficacia durante la visione.

L’assiuolo 2008, Dicembre 13

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Un’altra poesia che di tanto in tanto mi torna in mente, per le splendide e malinconiche suggestioni che riesce a regalare.

L’ASSIUOLO

Dov’era la luna? ché il cielo
notava in un’alba di perla,
ed ergersi il mandorlo e il melo
parevano a meglio vederla.
Venivano soffi di lampi
da un nero di nubi laggiù;
veniva una voce dai campi:

chiù…

Le stelle lucevano rare
tra mezzo alla nebbia di latte:
sentivo il cullare del mare,
sentivo un fru fru tra le fratte;
sentivo nel cuore un sussulto,
com’eco d’un grido che fu.
Sonava lontano il singulto:

chiù…

Su tutte le lucide vette
tremava un sospiro di vento:
squassavano le cavallette
finissimi sistri d’argento
(tintinni a invisibili porte
che forse non s’aprono più?…);
e c’era quel pianto di morte…

chiù…

Giovanni Pascoli, Myricae

Dante’s Prayer 2008, Dicembre 10

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Una canzone di Loreena Mckennitt che amo molto. Per la dolcezza, per la suggestione e per l’argomento, visto che La Divina Commedia è una delle mie opere preferite. E’ indescrivibile il modo in cui quest’opera sia riuscita a cogliere l’umanità in tutti i suoi aspetti. E a quanto pare, in questo periodo sono in vena di condividere i testi delle canzoni che mi piacciono di più.

DANTE’S PRAYER

When the dark wood fell before me
And all the paths were overgrown
When the priests of pride say there is no other way
I tilled the sorrows of stone

I did not believe because I could not see
Though you came to me in the night
When the dawn seemed forever lost
You showed me your love in the light of the stars

Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me

Then the mountain rose before me
By the deep well of desire
From the fountain of forgiveness
Beyond the ice and the fire

Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me

Though we share this humble path, alone
How fragile is the heart
Oh give these clay feet wings to fly
To touch the face of the stars

Breathe life into this feeble heart
Lift this mortal veil of fear
Take these crumbled hopes, etched with tears
We’ll rise above these earthly cares

Cast your eyes on the ocean
Cast your soul to the sea
When the dark night seems endless
Please remember me…

Premio 2008, Dicembre 10

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Wow, il primo premio che ricevo per il mio blog! Si tratta del premio ‘Punto d’arte della vita’, che viene assegnato a chi, nel suo blog, rappresenta la “terapia d’arte”. Grazie mille!

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Una volta ricevuto il premio si dovrebbe rispondere a delle domandine: indicare da chi si è ricevuto, spiegare perché si è creato il blog, dire qual é la propria forma d’arte preferita, e dare il riconoscimento ad altri 13 blog.

1. Il premio mi è stato assegnato da Francesca Angelinelli, nel blog http://charizaworld.splinder.com/.

2. Il mio blog è stato creato essenzialmente per scrivere recensioni ed impressioni generali su tutte le cose che mi interessano e attirano la mia attenzione. In generale, scrivo di letteratura, cinema, musei, musica e vita quotidiana.

3. La mia forma d’arte preferita…difficile a dirsi. D’impulso risponderei la letteratura, che ha sicuramente una parte fondamentale nella mia vita. Ma non potrei vivere senza musica, e senza le arti visive. Quindi la letteratura va sicuramente per prima, ma anche le altre due meritano un posto, se non proprio nello stesso piano, almeno un pelino sotto ;)

4. Ecco i blog che vorrei segnalare :

- http://ilgiardinodeisalici.wordpress.com/

- http://wuxiaplanet.splinder.com/

- http://inasia.splinder.com/

- http://mirtillangela.blogspot.com/

- http://yamisanada.altervista.org/Blog/

- http://shizukanatokoro77.blogspot.com/

- http://www.zeruhur.net/

- http://www.insiemeate.net/

- http://www.foreverhachiko.splinder.com/

- http://ilrisvegliodilenth.splinder.com/

- http://magmell.splinder.com/

- http://arcadivina.blogspot.com/

- http://www.gennarocostanzo.blogspot.com/

Quando viene dicembre… 2008, Dicembre 9

Posted by Narelen in Chiacchiere.
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 Il titolo di una canzone della colonna sonora del cartone ‘Anastasia’, mi suona bene come intestazione per questo post. Dicembre è un mese che mi ha sempre provocato sensazioni strane. E’ il mese in cui sono nata, quindi dovrei essere contenta per il fatto che in questo periodo si avvicina il mio compleanno. E’ il mese delle vacanze, di Natale, della fine dell’anno con tutti i buoni propositi da preparare che poi non realizziamo mai nell’anno successivo. E’ il mese dei regali, delle attese, dei dolci e del calore di una casa.

Eppure, è un mese che mi mette addosso una terribile malinconia. E non solo per motivi personali dovuti a delle esperienze di qualche anno fa. L’ho sempre vissuto con una certa dolce tristezza infusa dall’aria delle feste natalizie. So che è un sentimento comune, che non a tutti l’approssimarsi del Natale mette allegria. Per molti diviene un momento in cui ricordare le persone amate e che magari non ci sono più, o per riflettere sulla propria vita. Il significato del Natale è quello della gioia per una nuova speranza, che cresce pian piano così come la luce ricomincia a prevalere sul buio, dalla data in questione, ed è una cosa che forse inconsciamente siamo abituati ad avvertire.

Certo, ormai il Natale è diventato più che altro una festa commerciale, con tutto il suo carico di stress, di incertezze, di ansia da regalo giusto, di diatribe infinite tra parenti. E un po’ di perde di vista quello che questa festa dovrebbe essere veramente. Importantissima per chi ha fede, ma significativa anche per chi magari non riesce a credere più.

Quel non so che dev’essere anche dovuto all’approssimarsi dell’inverno, con le giornate sempre più gelide, con il cielo buio nel quale brillano le luci delle decorazioni natalizie, quasi un simbolo della condizione umana. Una piccola luce persa nel nero di una notte che si sa essere destinata a finire. Strano che le decorazioni così allegre che ornano strade e case facciano quest’effetto.

Dicembre, con il suo carico d festività, è così. E ormai lo accetto per quel che é. Un misto di dolcezza e malinconia.

I vecchi cartoni 2008, Dicembre 3

Posted by Narelen in Chiacchiere.
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Ogni tanto, per tirarmi su il morale, mi metto ad ascoltare le canzoni dei vecchi cartoni animati con i quali sono cresciuta. E il risultato é che, dopo i momenti iniziali di allegria, vengo presa dalla malinconia per quegli anni passati così in fretta e che tanto hanno inciso sul mio immaginario. Oggi non mi sembra che le cose funzionino così, con i cartoni che stanno accompagnando i bambini verso l’adolescenza. Magari mi sbaglio, e cado nell’errore comune di credere che ‘ai miei tempi non era così’. Magari tra vent’anni la mia nipotina ricorderà le Winx con una sensazione simile a quella che provo io  ripensando a quello che guardavo io.

Ora conosco molto più di quelle vecchie serie di quanto non sapessi allora: so da dove provengono, chi ne sono gli autori, e anche che molto spesso le canzoni che tanto sono rimaste nel nostro inconscio collettivo di bambini nati tra gli anni ‘70 e ‘80 non hanno nulla a che fare con le sigle originali. Ma non per questo ora, ascoltandole, le amo di meno.

E c’era qualcosa di più: quella sensazione di meraviglia, di attesa quasi ansiosa della nuova puntata di una serie (io stavo impazzendo con I Cavalieri dello Zodiaco). C’era qualcosa di magico e di vero negli eroi che popolavano il mondo fantastico di quegli anni. Sono diventati figure leggendarie, quasi emblematiche.

Ho notato in questi anni che è difficile trovare qualcuno sui 25/35 anni che non colga il riferimento quando, scherzando, gli si dice ‘riconosci questo simbolo?‘ o che non sappia chi sia Ken il Guerriero, o Jeeg Robot d’Acciaio, giusto per citarne alcuni. E secondo me sarà molto difficile che tra qualche anno accada lo stesso con i cartoni che tengono incollati i bambini di oggi agli schermi. I quali, tra l’altro, apprezzano tantissimo proprio quegli stessi cartoni che guardavamo noi, se hanno la possibilità di guardarli. Un esempio per tutti potrebbe essere Heidi. Ma anche i vari Dragon Ball, e Ken il Guerriero, e gli stessi Cavalieri dello Zodiaco. E allora mi domando: perché non vengono ritrasmessi anche altri cartoni di quegli anni? Perché devono rimanere qualcosa di vivo solo nella memoria dei nostalgici e di chi, ormai cresciuto, ha modo di recuperarli?

I bambini non sono stupidi, e sanno riconoscere una cosa bella, se gliela si propone. Certo, in questo caso il senso di novità che potevamo provare noi non é così forte. Ma questo non sminuisce irrimediabilmente il valore di una serie, tanto da gettarla nel dimenticatoio. E non trovo giusto che sia quasi necessario installarsi la pay tv, per vedere qualcosa di interessante in questo senso. Io rimedio con i dvd, per questioni di tempo, ma ritengo che anche i cartoni facciano parte del contesto più ampio della cultura, e che quindi debbano essere alla portata di tutti, un po’ come i libri in biblioteca.

E’ giusto proporre nuove serie, scegliendole tra quelle più recenti. Non mi esprimo sulle scelte, il target pomeridiano é di un certo tipo, d’accordo. E il merchandising vuole la sua parte. E nonostante tutto, le serie sportive come Holly e Benji (questo invece lo odiavo) e Mila e Shiro continuano ad essere trasmesse di tanto in tanto. Così come Lady Oscar, che ogni tanto spunta, e Lupin. E le action figure, diari, zaini e similia dei Cavalieri dello Zodiaco ora si trovano ovunque (quando li guardavo io mi toccava farmi i disegnini da sola…grrr). Ecco, vedete, la mia é tutta invidia, alla soglia imminente dei 25 anni ormai non posso più comprarmi il diario dei Cavalieri :P

Forse sono semplicemente cambiati i tempi, e quello che poteva avere grande successo un tempo non ha più lo stesso impatto e gli stessi effetti che aveva allora. Penso ai tentativi di riproposta di alcuni vecchi cartoni, magari finite nel nulla perché non avevano seguito. E quindi riproporre solo alcune serie ‘immortali’ diviene una scelta obbligata, perché garantisce un certo riscontro. Peccato.

Questo discorso vale per le serie alla portata dei bambini. Per quanto riguarda le serie, anche molto recenti, che presuppongono un pubblico almeno adolescente, la situazione mi pare decisamente migliorata, anche se si passa all’orario serale con serate dedicate.

Succo di tutta questa tirata? Come al solito non c’è, altrimenti che ‘foresta di pensieri fluttuanti’ sarebbe, questo blog? ;)

Storie di fantasmi cinesi 2008, Dicembre 1

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Ho guardato ieri sera Storie di fantasmi cinesi, film del 1987 di Tsui Hark. Dato che viene considerato fonte di ispirazione per molti film che gli sono succeduti, ero curiosa di rendermi conto di come fosse.

La trama, tratta da un racconto di epoca Qing, è la classica vicenda di fantasmi inquieti e di amore. Ning, un giovane esattore delle tasse, si trova a dover passare la notte in un tempio infestato, nel quale decide di rimanere nonostante gli avvertimenti del guerriero taoista Yan. Il giovane viene attirato da una fanciulla misteriosa, la bella Nie, che si rivela essere uno spirito costretto a sedurre gli uomini affinchè diventino nutrimento per una malvagia entità che la tiene prigioniera. Il giovane unirà i suoi sforzi con quelli del taoista per ridare pace allo spirito tormentato della ragazza, con la quale instaura un legame di profondo amore.

Il tutto é narrato con tanta ironia ed azione, che rendono il film piacevole ma anche tremendamente ridicolo in parecchie scene. Difetti che si perdonano riflettendo sul fatto che il film ha i suoi annetti e che l’ironia è voluta e fa parte del modo di rileggere la vicenda. Spero solo che l’apparente insulsaggine di alcuni dialoghi sia dovuta ad una traduzione italiana non proprio brillante.

Atmosfere molto suggestive, con sinistri templi immersi nella nebbia notturna, inquadrature ingegnose e buon ritmo, frenetico e privo di punti morti. Discutibili le musiche e gli effetti sonori, anche se alcuni li ho trovati perfetti, come lo scricchiolio e i versi delle mummie (bellissime! Ho riso troppo con le scene in cui apparivano).  Gli effetti speciali, invece, appaiono ingenui ma davvero efficaci.

Un film da guardare per curiosità e perché ormai è diventato una specie di cult, ma senza aspettarsi chissà quale capolavoro.