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Beowulf 2009, Novembre 8

Posted by Narelen in Film.
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Fra ha fatto entrare in casa un nuovo ospite fisso…un lettore blu ray e, appollaiato sopra di questo, uno schermo full hd. Incredibilmente, ora sopra la mia scrivania c’è più ordine di prima, dato che per fare spazio al 22 pollici abbiamo dovuto fare le pulizie di primavera. Temevo che la mia camera avrebbe finito per assomigliare al rifugio di un otaku, ma siamo ancora a livelli di guardia ;)

Ma parliamo del primo film che abbiamo preso per vedere le potenzialità di questo formato blu ray. Beowulf, di Robert Zemeckis. Un film che ho sempre snobbato abbastanza per via della tecnica con cui è stato girato, e che temevo avrebbe fatto apparire i protagonisti finti e plasticosi oltre ogni limite. Tra me e me pensavo ‘ mah, l’ha sceneggiato Neil Gaiman, qualcosa di buono dovrebbe pur avere ‘, però i pareri piuttosto tiepidi di chi l’aveva visto non mi avevano fatta correre al cinema.

Invece, dopo aver abituato l’occhio all’aspetto dei personaggi, il senso di ‘ finto ‘ finisce per svanire, e si comincia a seguire soprattutto la storia. La trama principale da cui tutto prende il via è quella della leggenda ben nota: l’eroe Beowulf che lotta contro il mostro Grendel. Ma la storia poi si sviluppa in un modo che non ci si aspetterebbe: diviene una riflessione sulla fragilità degli uomini, pronti a perdere se stessi per amore del potere e della gloria, e del senso di vuoto che deriva dalle decisioni errate su cui non si può tornare indietro. Diviene un ritratto malinconico di un re che un tempo era stato soprattutto un eroe arrogante, ma dotato di vera forza e di una sorta di purezza interiore ormai persa.

Un film che dopo la parte iniziale diviene soprattutto riflessione: l’azione prosegue anche nella seconda parte, ma i suoi scopi divengono più legati alla disperazione e alla stanchezza che alla ricerca della gloria. Bella ricostruzione dell’atmosfera dell’epoca, e appropriati i diversi momenti in cui il giovane eroe si vanta di fronte a tutti delle proprie imprese, esagerandone la portata. Beowulf inizialmente è soprattutto questo: uno sbruffone che si fa bello della propria forza e del proprio entusiasmo giovanile, deciso a combattere ad armi pari  i mostri che incontra tanto da affrontare Grendel nudo, indignato di fronte all’evidente reticenza della regina nel seguire le voglie del vecchio consorte, eppure pronto a seguire gli stessi errori del re.

Beowulf é un eroe che viene indagato nel suo momento di gloria e nel momento in cui non gli resta altro che la sua leggenda e una vita in cui ha ottenuto tutto quel che desiderava, accorgendosi che alla fin fine, come dice lui stesso ad un giovane nemico che vuole ucciderlo, lui non può essere ucciso perché é già morto molto tempo prima, quando era giovane. Ed è stato il momento in cui ha scelto di cedere al compromesso a stabilire la sua morte come eroe puro interessato soprattutto all’impresa in se stessa.

La figura di Grendel è spaventosa ma allo stesso tempo pateticamente tragica: una creatura già rifiutata ancor prima di nascere, che trova consolazione solo nella tenerezza della madre mostro, confinata in una caverna. Quella stessa madre che per portare avanti la sua vendetta che sembra includere l’intero genere umano non esita nel ripetere all’infinito lo stesso gioco di seduzione e distruzione con coloro che decidono di affrontarla. Ma di tale creatura, oltre che la bellezza, rimane impresso il grido atroce di fronte alla morte del figlio. Questo l’ha soprattutto caratterizzata ai miei occhi.

Altra donna che rimane una costante nella narrazione é la regina, personaggio silenzioso e dalla profonda dignità, costantemente a disagio di fronte all’incuria e alla spensieratezza dei suoi sudditi, custode dei segreti degli uomini cui è affiancata, tragica nella sua saggezza ed impotenza di fronte alle tragedie che colpiscono il suo regno.

Insomma, un film che vale la pena vedere, superata la prima strana impressione per la tecnica con cui è girato. Molto più malinconico e aperto alla riflessione di quanto avrei pensato.

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